Regno Lombardo-Veneto: Loris Palmerini traccia la via per rivendicarlo

Loris Palmerini ha in canna un progetto rivoluzionario: è ipotizzabile una via per l’indipendenza del territorio Lombardo-Veneto?

Da molti anni il Veneto lotta per la sua indipendenza politica ed economica, identificando tale tendenza con il termine “venetismo“. Questa annosa lotta intestina nella comunità è tesa al riconoscimento dell’identità e dell’autonomia del territorio, ma si è risolta negli anni in un nulla di fatto. E se esistesse un documento che sancisce, – de facto -, la possibilità di impugnare la piena autonomia? Lo sostiene Loris Palmerini, da anni attivo sostenitore della causa. Un trattato, risalente al 1866, aprirebbe il vaso di Pandora sui brogli e sul sabotaggio delle votazioni per l’annessione del regno Lombardo-Veneto al territorio italico, ecco le sue parole. “Sto portando avanti il ritorno all’indipendenza del Lombardo-Veneto, perché è stato invaso come tutti gli Stati preunitari, però nel nostro caso c’è pure il trattato del 1866 nel quale è sancito che il Lombardo-Veneto sarebbe diventato Italia solo se ci fosse stato il consenso liberamente espresso delle popolazioni interessate. Questo consenso non c’è stato per diversi motivi.“.

Loris Palmerini argomenta: “Il primo è che non hanno mai fatto votare la Lombardia, se si va a verificare: la Lombardia non ha mai votato per diventare Italia. (…) . Il trattato internazionale del 1866 parlava del voto libero, invece di farci votare hanno organizzato una frode, come le fanno tuttora, a quanto pare. Hanno fatto votare i loro soldati, le prove di questo sono nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia. Quindi il voto del 1866 è assolutamente nullo dal punto di vista internazionale.“. Ma esistono le prove di tale evidenza? “Sì, sì, è in gazzetta ufficiale del Regno d’Italia. È successo questo, l’Italia ha pubblicato le norme di voto del lombardo veneto nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, ma lo Stato non era ancora Italia, e ha dato il voto ai suoi soldati.”.

Per quale motivo, allora, molti veneti e lombardi desiderosi di autonomia ne sono tutt’ora ignari? “Perché nessuno è andato a cercare, io l’ho fatto. Abbiamo portato questa questione dapprima in Tribunale a Venezia nel 2006, e il giudice non ha potuto affermare la giurisdizione italiana. Poi abbiamo portato la questione in Consiglio d’Europa, che di nascosto deve aver dato una bella scuffia all’Italia. Tanto che nel 2010, dicono per errore – ma non è stato così -, hanno cancellato l’annessione. Con la legge 212 del 2010 il decreto di annessione del lombardo-veneto del 1866 e la legge di conversione sono state cancellate, cioè non c’è più nessun pezzo di carta legale che dimostri che questo territorio (il Lombardo-Veneto, n.d.r.) sia Italia.”.

L’Italia e Regno Lombardo Veneto come Ucraina e Donbass?

È dunque possibile trovare un parallelismo con il recente conflitto che infiamma in Europa? Loris Palmerini sfodera alcune analogie: “In pratica è la stessa questione dell’Ucraina. L’Italia ha invaso un paese non suo. Lo ha conquistato militarmente. Ha costretto la gente all’emigrazione, alla leva, tutto il resto, violando il principio di integrità territoriale. E adesso cosa fa l’Italia? Dice alla Russia : “Tu stai violando il principio di integrità territoriale”. L’Ucraina, nella sua tragicità, è uno specchio perfetto della questione giuridica Internazionale. Ma non è un caso che sia così perché la Russia ha un gigante del diritto internazionale, che è il suo Ministro degli Esteri, un gigante che risulterà nei libri…“.

Ed ecco il trait d’union tra le due diverse vicende: “L’Ucraina è una vetrina perfetta per capire quali sono i principi fondamentali del Diritto Internazionale, ed è lì che si stanno scontrando. Ci sono sostanzialmente due principi di diritto internazionale fondamentali . Il primo è della metà dell’ottocento circa, ed è il principio di “Integrità territoriale”, ossia , uno Stato non può essere smembrato. Se un esercito o un altro Stato invade un paese, poi lo deve restituire a sé stesso, infatti abbiamo visto, per esempio, quando l’Occidente, che in realtà era la NATO, è andato in Afghanistan, in Iraq, in Libia. Ci siamo andati in ordine sparso, ma in pratica è così. Dovunque, sia andato poi ha dovuto lasciare il Governo a quei paesi stessi, cioè, puoi demolire un regime, ma non puoi appropriarti di quel territorio. Quello che si imputa alla Russia è proprio di avere invaso un paese sovrano, l’Ucraina, e quindi di aver violato di questo principio. Però c’è un altro principio del diritto internazionale, che dovrebbe essere prevalente secondo il Diritto Internazionale odierno, che è il principio di autodeterminazione dei popoli. L’autodeterminazione dei popoli significa che, in presenza di una componente etnica e riconoscibile, che decida di staccarsi, e magari fa anche un referendum, fa un’autodeterminazione, e a quel punto dichiara la Repubblica Indipendente“.

Gestione pandemica e Great Reset: considerazioni finali dopo due anni in cui il mondo è finito sottosopra

Gli intrecci delle Istituzioni con il Potere sono un vecchio adagio per il Belpaese di pizza, mafia e mandolino, e Loris Palmerini analizza gli eventi pertinenti la pandemia sin dai suoi albori. “A Bergamo è successo qualcosa di molto strano. Io non sono un medico, però posso parlare di numeri, sono informatico, ho studiato statistica, posso parlare di numeri, e i numeri non tornano. E’ stata sfruttata come la malattia del millennio, in realtà i numeri erano di mortalità bassa, e probabilmente sono stati pompati, ma si poteva anche curare, si poteva curare. Una ricerca scientifica dell’Iran dell’ottobre del 2020 che ho verificato nel PubMed (del National Institute of Healt , USA) , aveva dimostrato che il Covid si poteva curare, riducendo la mortalità di circa il 98%, con un principio attivo che si chiama bromexina, che è il principio attivo che deriva da una antica pianta usata da millenni nella medicina ayurvedica. La bromexina si può trovare in un sciroppo per la tosse che si trova facilmente in farmacia, il Bisolvon Linctus, ma non è tutto . Un anno dopo ne aveva parlato Remuzzi del Negri, dicendo che avevano verificato e funzionava. Eppure nessun tipo di esperimento è stato fatto, nessun trial di clinico, nessun tipo di uso, proprio perché l’emergenza è stata voluta e pilotata , ed è tuttora così, per fare un colpo di Stato.”.

E in merito all’obbligo vaccinale? “L’obbligatorietà vaccinale è illegale per due trattati internazionali sottoscritti dall’Italia, uno è la Convenzione di Oviedo, quindi del Consiglio d’Europa, che dice che c’è il “primato dell’essere umano”. L’interesse dell’essere umano deve prevalere su quello della società e della scienza. Cioè, quando ti dicono che ti devi vaccinare per il bene della società, stanno dicendo una cosa contraria al trattato di Oviedo, cioè contraria ai diritti umani, cioè contraria, all’articolo 2 della Costituzione, qualcosa di incostituzionale. Il Governo ha violato sistematicamente questo principio in maniera molto grave, pure sui minori. Per la Convenzione di Oviedo i minori non possono essere sottoposti ad alcuna sperimentazione scientifica se non dietro consenso, se non quando non c’è alternativa, e le cure alternative non ci sono . Poi il rischio per i minori è ridicolo, e lo stiamo vedendo da tutti i dati scientifici. Io credo che Speranza andrebbe immediatamente arrestato per le sue dichiarazioni.“.

E ancora: “Il vaccino, non è neanche un vaccino, è un farmaco, un preparato sperimentale, in ogni caso si tratta di una sperimentazione. L’articolo 7 del “Patto internazionale sui diritti civili politici” fatto dall’ONU nel 1966, firmato dall’Italia con la legge numero 881/1977 dice che “nessuno può essere sottoposto ad un esperimento medico senza il consenso” . Quindi il Governo, il Parlamento, il Presidente della Repubblica, hanno violato la Costituzione Articolo 2 e andrebbero … Vanno arrestati per eversione.“.

Un ultimo pensiero? “O si fa un certo tipo di politica vaccinale, oppure si comincia a riflettere sul fatto che forse il buon Dio non era così impreparato da richiedere trentasei iniezioni per un bambino: io non sono molto credente, però …“.

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