Di quiete e di anime fragili

 

 

Cade la neve

Cade il mio cuore

Ti guardo

E qualcosa si frattura dentro

Cade il mio cuore

E la neve splendido contrasto

Attutisce della cassa toracica

I rintocchi.

 

Annunci

 

 

 

Mi è stato detto alcune volte

Che si capisce come una persona ama

Da quanto si sacrifica.

 

Il   mio diniego riguarda tutto,

tutti.

Nessun annullamento,

alcuna rinuncia rilevante,

svolte di rotta alcuna.

Sono felice e non devo spiegazioni.

E se qualcuno, chiunque,

sollecito e urgente,

chiedesse spiegazioni

dal passato,

beh,

ditegli che sono polvere,

rottame inservibile,

cuore radiato dai romanzi rosa,

inestricabile spina di un cuore caustico

e corroso.

Vivo.

Rugginosa, forse… viva nonostante ogni raccomandazione.

 

 

Acida, sferzante, agonizzante, ancora pulso.

Recita un cuore disabile

1435553959654

Non mi nutro,

solo attingo

da occhi puliti,

mi chiedo se

sia un eterno Purgatorio

in cui il Karma metodico

si affanna, o forse recita,

si allena

a fornire risposte…

Non manca altro

se non il bisogno di azzannare,

sincerare,

validare la richiesta stessa,

affondare  unghie negli occhi

e poi strappare.

Violazione suprema del candore,

violazione della purezza,

Eccomi…

vorrei essare nata

in una foglia di nifea,

galleggiare solamente,

per poi lasciarti libero.

Teorema

10302109_669204933178921_8617523722179165782_n

Adeguo il diasagio,

titoli in trasparenza

qualcuno

 lo sa

cosa significa amare?

Forse

è solo sconforto,

pazzia,

masturbazione psicologica

forse è solo uno specchio

nella casa degli orrori

agiate premesse

per sopraffine disfatte.

Prendete dunque possesso

di ogni territorio ancora fertile,

prendi, tu,

oh tu,

i miei fianchi.

tu,

fa in modo che fino all’alba

danzino le  illusioni.

Cos’altro resta

nell’abortita meraviglia

di un giorno

già partorito

e assolutamente inevitabile?

 asso

Di rabbie ingnote e morti bianche

11017862_770827606327993_8591492145883329411_n

Eventi, strade,

le stesse ripercorse

come da una vita intera.

Gli stessi,

lasciati bruciare di

morte bianca.

Mentre un sorriso

accoglie i miei occhi

vacui al mattino,

la sostanza delle tenebre

li vela di rabbiosa autocritica

mentre il sole docile china il capo.

Ed è tutto nelle mie mani

ed è come se un ponte

collegasse le imperfezioni latenti.

Di orgoglio pecco

ma mi rifiuto di svanire

rigido cadavere , carcassa di farfalla.

Dall’amore, marchiata

Dalla solitudine, temprata

Dalla speranza, ad ogni alba rinvigorita.